CRESA Informa n. 6/2023

I rifiuti urbani nei capoluoghi abruzzesi:

a Teramo le minori quantità pro capite, a Pescara le maggiori.

La differenziata presenta a Chieti elevate quantità e andamento brillante,

buoni ma in rallentamento i risultati di Teramo,

all’Aquila e a Pescara, nonostante i consistenti incrementi pro capite di periodo,

valori ancora molto bassi.

Il CRESA – Centro Studi dell’Agenzia per lo Sviluppo della Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia – ha analizzato i dati Istat sulla produzione di rifiuti urbani nei capoluoghi di provincia italiani nel 2021 (ultimo anno disponibile) e stilato delle graduatorie evidenziando il posizionamento delle quattro città abruzzesi nel contesto dei comuni capoluogo italiani e l’andamento rispetto ai valori relativi al 2010.

Teramo, con 421 kg pro capite, registra la più bassa quantità di rifiuti urbani pro capite, Seguono L’Aquila (496 kg), Chieti (498 kg) e Pescara (551 kg). I primi tre capoluoghi di provincia riportano valori più bassi di quelli del Mezzogiorno (523 kg pro capite), del Nord (527 kg) e Pescara anche del Centro (576 kg).

Nei 12 anni considerati la produzione di rifiuti per abitante è diminuita: le variazioni vanno dal -16% delle regioni centrali al -7% delle meridionali passando per il -13 % delle settentrionali. In Abruzzo Teramo riporta il maggior calo (-21%, il 16° per importanza), Chieti e L’Aquila registrano flessioni a due cifre ma più lievi (rispettivamente -16% e -14%, 29° e 34°), Pescara mostra il minor decremento (-5%, 79°).

Rispetto al 2010 nel 2021 Teramo avanza dalla 34° posizione alla 7° della classifica dei comuni capoluogo italiani, L’Aquila dalla 57° alla 42°, Chieti dalla 66° alla 46° e solo Pescara arretra dal 56° al 75° posto.

Il calo delle quantità per abitante è legato alla diminuzione della produzione totale di rifiuti urbani: quest’ultima segna un -12% nella media dei capoluoghi di provincia italiani dato dal -12% del Nord, -14% del Centro e -11% del Mezzogiorno. In regione la flessione si attesta sul -24% a Teramo (7° comune per maggior calo), sul -22% a Chieti (17°), sul -17% all’Aquila (35°) e appena sul -6% a Pescara (81°).

Rispetto al 2010 deciso e generalizzato è l’aumento della raccolta differenziata in termini di quantità assoluta, di quota percentuale sui rifiuti totali e di quantità media per abitante.

La quantità totale di rifiuti urbani differenziati nei capoluoghi di provincia italiani sale dai 3,3 milioni di tonnellate del 2010 ai 5,1 milioni del 2021 (+56%). Il maggior incremento si osserva nelle città del Mezzogiorno (+112%), il cui peso sul totale nazionale passa dal 16% al 21%. Anche quelli dell’Italia centrale fanno registrare un interessante aumento (66%) e la quota da loro prodotta aumenta di 2 punti percentuali (dal 27 al 29%).

Il Nord, partito molto in vantaggio nel 2010 (57% del totale), mette a segno un più modesto +36% inferiore alla variazione nazionale e scende a rappresentare nel 2021 la metà della quantità di differenziato prodotto i Italia.

Chieti, L’Aquila e Pescara riportano variazioni delle quantità di differenziato assai superiori alla media dei capoluoghi settentrionali e centrali: Chieti, con il +127% superiore anche alla variazione media dei capoluoghi dell’Italia meridionale, si colloca al 27° posto della graduatoria nazionale, L’Aquila (+110%) al 29° e Pescara (+84%) al 41°. In regione solo il comune di Teramo riporta una flessione delle quantità di differenziato (-2%) e si posiziona in coda alla classifica (103° su 110).

La quota di raccolta differenziata sul totale dei rifiuti urbani è nella media dei capoluoghi di provincia italiani del 53%, in aumento di 23 p.p. rispetto al 2010 (Nord: 64%, + 22 p.p.; Centro 52%, + 25 p.p.; Mezzogiorno: 40%, + 23 p.p.).

Teramo (72%) e Chieti (70%) riportano le maggiori incidenze sia pur mostrando andamenti molto diversi negli ultimi anni: la prima registra un incremento della frazione di differenziato di solo 16 p.p. e passa dal 13° al 31° posto della classifica, la seconda, al contrario, con un incremento di 46 p.p., sale dalla 74° alla 41° posizione.

Più modesti i risultati dei comuni di Pescara e L’Aquila che arrivano a differenziare solo il 47% e il 39% dei rifiuti urbani con incrementi rispettivamente di 23 e 24 p.p. che li fanno scivolare dal 75° al 92° e dall’85° al 99° posto della graduatoria dei capoluoghi di provincia.

In aumento sono anche le quantità di raccolta differenziata pro capite.

Superiore all’incremento medio dei capoluoghi settentrionali (+34% da 249 a 335 kg per abitante) è quello delle centrali (+62% da 185 a 299 kg) e meridionali (+121% da 95 a 210 kg). Nell’ambito dei capoluoghi di provincia abruzzesi è Chieti a registrare il maggior aumento (+145%) passando dai 142 del 2010 (76°) ai 348 kg del 2021 (44°). L’Aquila, nonostante la crescita del 116%, resta la città con la minor quantità di differenziata per abitante: 91 kg nel 2010 (85° posizione) e 196 kg nel 2021 (101°). Pescara passa dai 137 kg (77°) ai 257 kg (91°) che corrisponde ad un incremento dell’87%. Non buona la posizione di Teramo che registra un +2% (da 297 a 303 kg pro capite) e scende dal 29° al 66° posto della classifica delle città capoluogo di provincia italiane.

Considerando l’intensità dell’incremento di periodo si rileva che L’Aquila e Chieti spiccano tra i primi 30 capoluoghi di provincia, Teramo è il 40° e Pescara figura tra gli ultimi (100°).

Passando ad analizzare le tipologie di rifiuti differenziati, nel loro ambito prevale la frazione organica umida e verde che nella media dei capoluoghi settentrionali raggiunge il 34% del totale per salire al 36% al Centro e al 37% al Mezzogiorno.

In Abruzzo arriva al 39% a Chieti, al 38% a Teramo e al 37% a Pescara e soltanto all’Aquila supera di poco il 31%.

Importante anche la raccolta della carta e del cartone che nella media dei capoluoghi italiani si attesta sul 24% con incidenze superiori al Centro (29%) e, in ambito regionale, all’Aquila (28%) e a Teramo (25%). A Pescara presenta un valore analogo a quello italiano, a Chieti decisamente inferiore (21%).

Il vetro rappresenta il 13% del differenziato nei capoluoghi di regione settentrionali, il 10% di quelli centrali e l’11% dei meridionali. Anche in questo caso è L’Aquila a riportare il valore più elevato (16%), seguita a distanza da Teramo (12%), Pescara (11%) e Chieti (9%).

Un decimo della raccolta differenziata è costituito da materiali plastici e metallici (Nord: 11%; Centro-Meridione: 9%). In Abruzzo spiccano il 14% di Teramo e l’11% dell’Aquila con Pescara che rispecchia il valore delle città italiane e Chieti quello delle centro-meridionali.

I materiali provenienti da pulizia stradale avviati a recupero sono nella media delle principali circoscrizioni nazionali una percentuale intorno al 3% del totale. Essi arrivano a superare il 4% all’Aquila e Pescara e il 7% a Chieti (Teramo: 2%).

Il documento integrale in formato Pdf CRESAInforma n. 6/2023 Rifiuti